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Data  17/06/2013 15:08:25 | Sezione Varie Varie

Il FARE ... tanto per fare!


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Gli interventi del Governo non sono assolutamente idonei a risolvere i problemi del Paese, anzi li peggioreranno. Voler affrontare la situazione senza tener minimamente conto del ruolo che può avere la P.A. nella ripresa, è un passo sbagliato.

Da quanto emerge dalle notizie diffuse dalla Stampa, gli interventi del Governo non appaiono assolutamente idonei a risolvere i problemi del Paese, anzi (così come sono stati pubblicizzati) li peggioreranno. Voler affrontare la situazione senza tener minimamente conto del ruolo che può avere la P.A. nella ripresa, è un passo sbagliato. Se così è, questo Esecutivo dimostra di volersi ostinare negli errori dei Governi precedenti i quali, danneggiando prima ed abbandonando poi al suo destino la P.A., hanno causato la situazione che stiamo vivendo. Solamente chi non vuole vedere può permettersi di prescindere da quella macchina dello Stato attraverso la quale (piaccia o no) filtra ogni decisione di politica sociale, economica, estera, ecc… ecc...- La manovra sembra, infatti, non tener conto di tutto questo pretendendo di risolvere i problemi più gravi attraverso operazioni di facciata, che forse beneficiano qualche categoria isolata, ma che renderanno questo Paese in condizioni ancora più gravi delle attuali. È assolutamente pericolosa l’operazione sulla Giustizia ricorrendo a categorie di precari che dovrebbero assistere il Giudice in una delle attività più delicate di uno Stato. In questo campo siamo assolutamente fuori del dettato costituzionale. Allo stesso modo reintrodurre la mediazione obbligatoria senza riflettere sui motivi in base ai quali non si è fatto ricorso ad essa è un espediente inutile e dannoso. È ridicola, poi, la soluzione di far pagare una penale per i ritardi della P.A. quando questi si verificano a causa di una grave povertà di risorse umane, accompagnata da una storica cattiva distribuzione del Personale e da una dirigenza in stato di soggezione nei confronti della politica. La soluzione adottata dal Governo è simile a quella del vetturino stolto che frusta un cavallo malato e affamato. È demagogico parlare di FISCO AMICO, intervenendo su uno dei poteri di Equitalia che non può essere identificata nel Fisco, ma nel suo brutale esecutore. Equitalia va abolita, non riformate le sue facoltà. Ben altre sono le soluzioni da intraprendere in questo campo. Se l’Agenzia delle Entrate non avesse abbandonato l’accertamento dell’IRPEF, affidandosi a strumenti automatici come gli studi di settore o male usando il cosiddetto “redditometro” e se non avesse agito come una fabbrica di estrazione materiali, non avremmo l’IMU che (così come strutturato) favorisce l’evasione fiscale nella locazione degli immobili. La soluzione sta nel potenziare la P.A. investendo capitali in essa, rendere possibile e accettabile la mobilità intercompartimentale del Personale mediante la riapertura delle carriere, separare la dirigenza dalla politica attraverso la costituzione di un organismo di gestione eletto (o significativamente partecipato) dalla medesima dirigenza pubblica. Successivamente e nello specifico, ci si deve concentrare sullo stato della Giustizia e su quello dell’Amministrazione deputata a gestirla: rivedere i poteri del Giudice assegnando tutto ciò che non riguarda la giurisdizione al Personale amministrativo il quale, nell’attuazione dei suoi doveri costituisce, per il Cittadino, una garanzia costituzionale; rivedere le norme del codice civile e di procedura civile e, non da ultimo, responsabilizzare i dirigenti pubblici quando producono una sconfitta giudiziaria a danno dell’Amministrazione e del Personale.

Roma 17 giugno 2013

L’UFFICIO STAMPA


Allegati:

Download   20130617_COMUNICATOSTAMPA_FARE.pdf
(Versione PDF - Comunicato Stampa del 17/06/2013 - 168,5Kb)


Tags 20130617, Comunicato Stampa, FARE, Governo, Giustizia, Mediazione, P.A., Fisco Amico, Equitalia, Entrate.