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Data  27/01/2015 02.16.58 | Sezione Varie Varie

IO NON HO PAURA


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Pubblichiamo la newsletter del Segretario Generale della Federazione DIRPUBBLICA che esorta i Colleghi a non aver paura a sostenere DIRPUBBLICA



Carissimi Colleghi,

Voi sapete che la linea sindacale di DIRPUBBLICA è semplicissima: “legalità”! Legalità sempre e comunque e ovunque, in tutte le direzioni, in specie verso la stessa organizzazione sindacale interna. Chiediamo, pretendiamo e spesso imponiamo la legalità anche allo Stato. Su questo nessuno può smentirmi, perché nessuno ha un’esperienza contraria.

La legalità, però, spaventa! Quando gli abusi, le prevaricazioni, gli illeciti diventano la norma, chiedere il rispetto delle regole appare una follia. Come nel caso della Mafia! È uno sconsiderato e un folle chi, in ambiente mafioso, chiede il rispetto della legge. Non per nulla il Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Roma, Antonio Marini, durante l’inaugurazione dell’Anno Giudiziario, sabato 24 gennaio 2015, ha lanciato questo inquietante allarme: “La situazione della giustizia penale nel distretto di Roma si è ulteriormente aggravata. L’esempio emblematico è rappresentato dall’inchiesta Mafia Capitale dalla quale è emerso un sistema di complicità tra politica e criminalità, ampiamente strutturato, capillare e invasivo. E Voi sapete che la politica conosce e approva tutto ciò che avviene nella P.A., ben al di fuori del Palazzo del Campidoglio. Di regola la politica resta in silenzio di fronte ad aberrazioni immonde, spesso distrae gli osservatori inducendoli a concentrare la loro attenzione verso scenari diversi e non inerenti, altre volte produce norme destinate a dare coperture giuridiche agli illeciti senza neppure essere sostenuti dall’alibi della “ragion di stato”.

Fatto sta che ogni illegalità genera criminalità, comunque sia! Ed un sistema illegale è tale non solo quando viola le leggi, ma anche quando le elude o quando abusa del diritto! È il caso, per esempio, delle nomine di soggetti non dirigenti che apparentemente si dimettono dalla P.A. per poi essere chiamati in qualità di “esperti”, sottoscrivendo un ricco contratto in barba agli ex Colleghi e ai Cittadini; è il caso che si realizza quando con mille furberie si cerca di aggirare ordinanze e sentenze della giurisdizione. Da tutto questo germogliano criminalità, paura e il convincimento che … così fan tutti … che il mondo gira in questo modo e … che tanto non cambierà mai nulla.

Ebbene, il fatto che il nostro Cuore “batte e combatte” dimostra il contrario!

“Già ma cosa avete ottenuto? La vicedirigenza ve l’hanno scippata prima ancora che fosse stata abrogata, le Agenzie fiscali continuano a fare ciò che vogliono, il pubblico impiego è morto e non da più segni di vita. A cosa servite? Si salvi chi può!”. Questo è quanto ci sentiamo dire da numerosi Colleghi in preda alla disperazione che confondono i nemici per amici e … cosa ancor più grave …. gli amici per nemici. Costoro dovrebbero riflettere che DIRPUBBLICA è vittoriosa non quando vince una causa, ma quando la propone. Quando DIRPUBBLICA attacca un sistema consolidato e condiviso ha già vinto perché ha messo in discussione ciò di cui nessuno avrebbe dovuto osare di discutere. Quando DIRPUBBLICA conduce di fronte a un Tribunale un indegno rappresentante delle Istituzioni, … ha stravinto! DIRPUBBLICA, insomma, è come LA RESISTENZA non le si può dire, quando il nemico è in casa, “a cosa servi”! Bisogna attendere la fine della buona battaglia.

Ma DIRPUBBLICA è anche una SPADA, da sola non può far nulla, deve essere utilizzata, … ma per maneggiare una spada ci vuole coraggio! Ma cos’è il coraggio se non paura vinta? IO NON HO PAURA, dovete dire a Voi stessi, IO HO VINTO LA PAURA E SOSTENGO APERTAMENTE CHI TUTELA LA MIA DIGNITÀ.

In questa occasione elettorale, quindi, Vi esorto a togliervi la mano di fronte agli occhi e a non avere paura perché questo sistema è morto! Sembra che l’attuale modo di fare sia vivo, forte e vincente, ma è morto! È un’illusione che gli attuali artefici del potere extra ordinem abbiano capito tutto, che risolvano tutto, che tutto possano, in realtà sono dei pupazzi senza vita.

Oggi, Angelo Bagnasco, nella sua prolusione ai lavori del Consiglio Permanente della Conferenza Episcopale Italiana ha detto: “La prima via [per perseguire il bene comune] è per tutti: fare con onestà, sacrificio e competenza il proprio dovere di lavoratore e di cittadino” e poi, come se si riferisse al nostro ambiente … “I fenomeni di corruzione sono da deprecare e, se accertati, sono da perseguire con rigore, ma non devono deprimere né suggestionare, come se i corrotti fossero i furbi e gli onesti fossero una massa di illusi. Alla disonestà dobbiamo reagire con una onestà più fiera, una professionalità più convinta, una laboriosità più generosa. È questo il modo più costruttivo per reagire al male: con un bene più grande”.

Cari Colleghi, se sosterremo DIRPUBBLICA, compatti su ciò che unisci tutti noi (vincitori, sconfitti, idonei, esclusi, eletti e nominati) nell’innato desiderio di legalità, cambieremo il volto della P.A. e quindi, del nostro Paese.

A tutti i dirigenti sindacali DIRPUBBLICA, a tutti gli iscritti e simpatizzanti, io dico: “impegnatevi oltre misura per dare ai Vostri Colleghi la possibilità di un voto diverso, respingete le lusinghe di chi vuole soltanto farsi beffa di Voi tentando di convincervi che bisogna concentrare le forze altrove perché DIRPUBBLICA da sola non può farcela, non commettete il delitto di lasciare senza possibilità chi vorrebbe uscire dall’attuale situazione”. La RSU, infatti, è l’Ufficio; qualificando il voto si qualifica la RSU e, quindi, l’Ufficio stesso.

IO NON HO PAURA! IO SONO CON VOI!

Vostro affezionatissimo Giancarlo Barra.

Roma, 26 gennaio 2015.

Allegati:

Download   20150126_Fine_Giornata_rsu.pdf
(Fine Giornata del 26/01/2015 - 403,7Kb)


Tags RSU 2015, fine giornata 26/01/2015, Segretario Generale Giancarlo Barra