Dirpubblica

Ti piace l'operato di Dirpubblica e ne condividi obiettivi e valori? Sostienici con una donazione libera
con bonifico bancario IBAN IT22O0832703210000000006494 o carta di credito - PAYPAL

Data  13/09/2018 22.40.48 | Sezione Scuola Scuola

Barra interviene sulla Scuola e chiede al Ministro Bussetti di valorizzare il Personale ATA.


Il Ministro dell'Istruzione, Marco Bussetti.
Il Ministro dell'Istruzione, Marco Bussetti.

La Scuola è come un Tribunale, se non viene potenziata la realtà amministrativa, oltre alla Giustizia, si ferma anche la didattica. C'è una “situazione di generalizzato disagio e malessere dei Direttori dei Servizi Generali e Amministrativi … causato dall’incertezza organizzativa e da un inadeguato sistema di governance” - dice Giancarlo Barra-



Illustrissimo sig. Ministro,

 

la Federazione DIRPUBBLICA non viene convocata nelle riunioni ufficiali poiché, sulla base del sistema contrattuale attuale, è considerata “non rappresentativa”; essa però agisce ugualmente e in piena autonomia per il raggiungimento dei propri scopi statutari e sindacali. Solo per presentarci, nostro è il prodotto delle sentenze della Corte Costituzionale nn. 1/1999, 194/2002 con le quali sono state dichiarate costituzionalmente illegittime le leggi che avevano previsto i cosiddetti “corsi di riqualificazione” (ignobili anche nel nome poiché semanticamente presupponevano una realtà di squalificati) e la 37/2015 che ha determinato la caducazione di ben 3 leggi[1], emanate durante tre distinti Governi (Monti, Letta e Renzi); ma neppure è l’ultima in quanto, a seguito dell’Ordinanza n. 8253 del 2 luglio 2018, emessa (su nostro ricorso) dalla Sezione II del Tar Lazio, la Corte Costituzionale è stata chiamata a decidere sulla costituzionalità dell'art. 4 bis del D.L. 19/06/2015 (Disposizioni per la funzionalità operativa delle Agenzie fiscali) con la quale è stata istituita un’ulteriore figura di pseudo dirigenza.

 

Se, in luogo di un sistema di relazioni sindacali d’ispirazione privatistica, ma nei fatti autarchico e antidemocratico, si applicasse l’articolo 39 della Costituzione, il 23 agosto 2018 DIRPUBBLICA sarebbe stata da Lei ricevuta unitamente agli altri sindacati ed avrebbe avuto modo di esprimere le sue posizioni riguardanti l’universo MIUR.

 

In compenso, però, oggi ho il privilegio di scriverLe questa lettera ed esporle personalmente una problematica che diversamente sarebbe confluita in un coacervo di altre questioni (come si rileva dal comunicato diffuso dal MIUR). Le faccio subito presente che, nel particolare campo della Scuola, la struttura amministrativa non può essere trascurata e se in tale campo oggi ci si lamenta di una serie di sofferenze, queste risiedono quantomeno nella “disarticolazione” del suo apparato amministrativo. Una situazione simile a quella Scuola è, secondo la nostra esperienza, nell’ambito della Giustizia le cui difficoltà solo apparentemente dipendono da cause imputabili alla Magistratura, mentre risiedendo tutte nell’endemica carenza strutturale dell’Amministrazione giudiziaria e nella sua conseguente delegittimazione.

 

Ciò premesso, sig. Ministro, vengo ora a sottoporLe la situazione di generalizzato disagio e malessere dei Direttori dei Servizi Generali e Amministrativi (DSGA) delle Scuole causato dall’incertezza organizzativa e da un inadeguato sistema di governance. Anni di continue riforme, cambiamenti, indirizzi, ognuno sconnesso dal precedente, hanno portato esclusivamente ad aumentare il regime di incertezza in cui opera l’Amministrazione delle Scuole autonome italiane, prevedendo un’unica figura dirigenziale di provenienza dal ruolo docente spesso, per non dire sempre, priva della necessaria formazione universitaria e operativa che la renda adatta a operare nell’amministrazione pubblica. Tale situazione risulta essere oggettiva e ormai acclarata non solo dallo stato di malessere degli amministrativi, ma anche da varie ricerche indipendenti (una per tutte “Gli equilibristi” di Massimo Cerulo per Fondazione Agnelli). D’altronde,  se si guarda a tutte le altre amministrazioni dello Stato, si realizzerà che non ne esistono senza Dirigenti/Direttori dedicati alla gestione amministrativa, separati dall’erogazione del servizio: in Sanità, negli Enti Locali e negli AFAM (Conservatori e Accademie) questa modalità organizzativa è norma e permette la specializzazione del Personale per le funzioni che di fatto svolge: l’erogazione del servizio pubblico (didattica, sanità etc.) e la gestione amministrativa dell’Ente. Proprio gli AFAM, enti dello stesso MIUR, potrebbero essere presi a modello di una rinnovata governance della Scuola pubblica, dove il Direttore Amministrativo agisce per realizzare le direttive del Consiglio di Amministrazione e garantisce la soddisfazione delle necessità operative del Direttore dell’Accademia/Conservatorio. Il “nuovo” Direttore Amministrativo delle scuole pubbliche, avrebbe quindi quell’autonomia nelle attività amministrative che gli garantirebbe un’efficace azione a supporto della didattica: l’organizzazione del personale ATA, la gestione degli acquisti e degli adempimenti amministrativi connessi a quel già accennato gravame di adempimenti che attualmente grava sul DS e che spesso impatta sull’efficacia dell’azione didattica, affievolita, dal 2000 ad oggi.

 

Risulta evidente che, per garantire il buon funzionamento della macchina amministrativa delle Scuole, i dirigenti scolastici, negli anni, hanno sempre adottato la prassi della “delega” della maggior parte dei loro adempimenti amministrativi ai Direttori SGA, con un conseguente aggravio di lavoro per quest’ultimi e senza alcun riconoscimento economico aggiuntivo. Questa situazione, appesantita negli anni da un incessante taglio dell’organico ATA (Assistenti Amministrativi) è diventata “insostenibile”, e, pertanto, necessita, con urgenza, un provvedimento normativo che definisca con maggiore chiarezza le competenze tra Dirigente scolastico (cui dovrebbe riservarsi una maggiore attenzione per la didattica, per l'inclusione e la ricerca e per l’innovazione metodologica e didattica) e Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi e un “equo riconoscimento” del ruolo di quest’ultimo.

 

Occorre, inoltre. considerare che una evoluzione della figura del DSGA dall’attuale profilo “D” del comparto scuola a quello “EP 2” del comparto AFAM/Università, darebbe alle persone che tanto si sono prodigate in questo ruolo, quel giusto riconoscimento che obiettivamente meritano, soprattutto in considerazione della miriade di adempimenti richiesti alle scuole da parte della moltitudine di enti che ormai operano con potere positivo/impositivo tale da generare delle vere e proprie “molestie burocratiche”.

 

Si andrebbero, quindi, a sedare quei preoccupanti segnali di protesta di cui, ne sono certo, Ella è a conoscenza. Le segnalo, anche, il fatto che avere profili “EP” equiparabili e sovrapponibili con i comparti AFAM e Università, darebbe oltre che il giusto riconoscimento formale a ruoli già in sostanza uguali, anche la possibilità di facilitare le future mobilità intracomparto e intercompartimentali tra i funzionari dello Stato. L’attuale equiparazione del DSGA ai funzionari “Area III – F1” del comparto ministeri data dal DPCM del 14 settembre 2015 è obiettivamente inadeguata tanto che alla sua prima applicazione seguirebbero certamente azioni legali da parte dei destinatari, di fatto demansionati da operazioni di mobilità. Altra delicata questione è quella che riguarda l’organico dei DSGA, ormai ridotto all’osso: si può affermare che metà delle scuole autonome non vedono assegnato il Direttore Amministrativo. Circa 2500 posti sono coperti dai c.d. “facenti funzione”, ovvero amministrativi che per anni hanno garantito l’operatività di queste Amministrazioni, nonché da reggenze. È quindi anche urgente indire il concorso di accesso al ruolo, come è altresì urgente e giusto, garantire ai DSGA che reggono un secondo ufficio il dovuto emolumento che ora risulta ottenuto soltanto da chi si è rivolto al Giudice del lavoro.

 

Non per ultimo in ordine di importanza si chiede di sanare l'annosa problematica della "temporizzazione" che ingiustamente ha penalizzato tutti i direttori in servizio alla data del 01/09/2000.

 

Con la speranza che la S.V.I. voglia dar seguito alla presente richiesta e, se ritenuto necessario, convocare una delegazione della Federazione DIRPUBBLICA per chiarimenti e/o approfondimenti, La prego di gradire i saluti e gli auguri di Buon Lavoro del Sindacato che ho l’onore di rappresentare e quelli miei personali e cordialissimi.

 

Roma, 13 settembre 2018

 

                                                                                               Giancarlo Barra

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Al prof. Marco Bussetti

Ministro dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca - uffgabinetto@postacert.istruzione.it

 



[1] a) dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 8, comma 24, del decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16 (Disposizioni urgenti in materia di semplificazioni tributarie, di efficientamento e potenziamento delle procedure di accertamento), convertito, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, della legge 26 aprile 2012, n. 44;

b) dichiara, ai sensi dell’art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87, l’illegittimità costituzionale dell’art. 1, comma 14, del decreto-legge 30 dicembre 2013, n. 150 (Proroga di termini previsti da disposizioni legislative), convertito, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, della legge 27 febbraio 2014, n. 15;

c) dichiara, ai sensi dell’art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87, l’illegittimità costituzionale dell’art 1, comma 8, del decreto-legge 31 dicembre 2014, n. 192 (Proroga di termini previsti da disposizioni legislative).

 

Allegati:

Download   20180913_a_Ministro-Istruzione_ATA.pdf
(Lettera a Marco Bussetti Ministro Istruzione - 200,2Kb)


Tags Scuola, Bussetti, Barra, ATA, DSGA, Giustizia, didattica